Parole

Sono più o meno le tre di notte e non mi sono ancora addormentata.

Sono notti quasi insonni, queste. C’è chi parte e poi ritorna, ci sono io che sono stanca, che a volte sento di non farcela ma, non so come, ce la faccio sempre. Ci sono quelle che ai più sembrano insignificanti, ma per me sono piccole, grandissime, soddisfazioni. Ci sono quei trofei da lucidare, che mi piacerebbe diventassero tre.

E c’è questo piccolo spazio tutto mio che ha da poco spento la sua prima candelina.

Guardo il soffitto e penso a quando ho conosciuto mio figlio per la prima volta. Non eravamo al massimo della nostra forma, ma lui aveva già la forza di un Leone.

Era un piccolo alieno grigiognolo, con la testa pericolosamente allungata dalla ventosa. Urlava, piangeva con tutto il fiato che aveva in corpo con la bocca spalancata e la lingua che tremava.

E quali sono state le prime parole che gli ho detto?

Non piangere. E pensare che dovrei essere brava con le parole.

Non piangere, che idiota, a un bambino. Fino a qualche ora prima se ne stava indisturbato nella temperatura ideale della sua piscina e poi… BOOM! Catapultato in un grandissimo stupido mondo fatto di urla, rumori di ferraglia, luci, correnti d’aria, persone che lo toccano e, per finire, lo avvolgono in un telo ruvido e freddo. Ah, e con l’enorme responsabilità di azionare quei piccoli polmoni per la prima volta.

Non piangere. E lui ha smesso di piangere.

Per qualche assurda legge della natura ha deciso di fidarsi di quella voce che forse aveva già sentito ma mai visto.

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10 pensieri riguardo “Parole

  1. Io, la prima volta, l’ho visto al nido 24 ore dopo il parto. Tutte le mamme lì sedute, hanno portato un carrello con tutte le cullette dei bimbi… e il mio topolino, passandomi davanti, ha alzato gli occhi per guardarmi… chissà, mi piace pensare mi avesse riconosciuto…

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  2. Sì, tenero e comprensibile il tuo invito al Leone appena nato.
    penso proprio abbia voluto accontentarti smettendo di piangere, anche contro il proprio interesse, che “spolmonarsi” gli avrebbe fatto bene 🙂
    Poi imparerai a dirgli anche il contrario, piangi piccolo mio, sfogati, e anche allora si sentirà compreso e magari smetterà di piangere tra le tue braccia
    .
    ml

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