Kintsugi

Il mare non è mai stato amico dell’uomo. Tutt’al più è stato complice nella sua irrequietezza.

Joseph Conrad

Io l’ho visto l’oceano quando si incazza.

Era una notte di fine agosto.

L’acqua limpida dell’Atlantico, proprio quella dove fino a poche ore prima provavo a surfare per la prima volta, si stava trasformando in un mostro molle e disastroso.

Il cielo era nero, come le onde che sbattevano violentemente sulla spiaggia vuota.

E il vento. Urlava come una bestia dolorante, rinchiusa da qualche parte.

 

Qualche sera prima ero rimasta in spiaggia fino a tardi a salutare il sole; me lo ricordo ancora bene quel tramonto. Mi ricordo bene la palla di fuoco arancione che incontrava l’oceano, fino a restarne completamente inghiottita.

 

Quella notte non ho dormito. Sembrava che il giorno non volesse tornare mai più.

E invece il sole si è rialzato, le onde erano di nuovo gentili ed il vento spostava appena le foglie dei rami.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

Senza un temporale ogni tanto, come faremmo ad apprezzare i giorni di sole?

Kevin Alan Milne

 

Sulla spiaggia, però, c’erano delle meduse enormi, quasi asciugate dal sole, ed i resti di uno yatch ormai distrutto.

Ed è arrivata l’ora di raccogliere i pezzi e rimetterli insieme, come fanno in Giappone con i vasi rotti.

Quello è stato il periodo più brutto della mia vita. Non ne parlo volentieri. Non ne parlo proprio. Ho cercato di cancellarlo, come se quegli anni non li avessi mai vissuti, ma non ha funzionato. Adesso abbiamo imparato a condividere lo stesso cuore, ci guardiamo da lontano come due cani rabbiosi e non ci avviciniamo mai più del minimo indispensabile.

Ma quello che sono diventati quei cocci rotti, dopo averli rimessi insieme, è qualcosa di bello e fuori dal comune. Come un vaso riparato con l’oro.

 

kintsugi-cicatrici-oro.png

 

La vita la impari sulla tua pelle. E le cicatrici che ti porti addosso sono gli appunti che hai preso nel tempo.

Vasco Rossi

20 pensieri riguardo “Kintsugi

  1. Non ho mai visto l’oceano in agitazione, ma al mare da ragazzo mi sono beccato una tromba marina (non esistevano gli smartphones, altrimenti ne avrei un ricordo più tangibile).

    Riguardo le cicatrici del cuore, ne ho anch’io, ma dopo tutti questi anni… io le considero “tappe” e ricordo i vecchi amori con affetto.

    Piace a 1 persona

  2. c’è un quadro del periodo impressionista (non so dirti di più) dove alcune donne si aggirano su una spiaggia atlantica tra i relitti di un veliero (credo il peschereccio dei loro uomini) in una desolazione senza fine. forse era la tua stessa spiaggia, dove la furia delle onde aveva fatto naufragare le loro speranze (e a quanto leggo, momentaneamente anche le tue).
    bella questa mescolanza di ricordi e citazione letterarie, di drammi personali e di frammenti da ricomporre come un’arte giapponese.
    ml

    Piace a 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...