La prima cotta non si scorda mai

C’erano i jeans stretti.

E le Puma di pelle bianche e bordeaux.

C’erano i giubbotti Lonsdale, i capelli pieni di gel.

 

E poi c’erano le dichiarazioni d’amore sui muri della scuola.

C’erano gli squilli sul telefoni, i messaggi costavano troppo e quello era un bel modo per dire “ti penso”.

C’erano i film romantici ed i musical.

C’erano le iniziali dentro un cuore.

 

Io me la ricordo così la mia prima cotta; com’era lui e come avrei voluto che fossimo noi.

Non è mai stata corrisposta ovviamente. Non c’ è mai stato nessun Noi.
Lui era già un ragazzo ambito delle superiori, io ero solo una quasi ragazzina delle medie brutta.

Il primo amore non si dimentica perché è sempre una scelta sbagliata.

Probabilmente, se lei dovesse leggere questa frase, penserebbe che è vero, riferendosi a me.

Erica è stata il mio primo amore.

Eravamo coetanei e siamo stati insieme pochi mesi.

È stata la ragazza del primo bacio, delle farfalle giganti nello stomaco, del primo “ti amo”, del “dove sei se non sei qui con me?”, “mi manchi” e “sei febbraio”, canzoni che ho scritto per lei.

Me lo ricordo, con un po’ di tenerezza.

 

Oggi vorrei parlare a quella quasi ragazzina.

Le appoggerei una mano sulla spalla e le direi che per fortuna i suoi gusti in fatto di uomini cambieranno, tempo qualche anno.

Le direi anche che i cuoricini con le iniziali non piacciono ai ragazzi e che, tra qualche anno, i messaggi non si useranno neanche più. Ci saranno le chat,

Dove

Si

Scriverà

Tutto

Così.
Forse forse erano meglio gli squilli.

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35 pensieri riguardo “La prima cotta non si scorda mai

  1. Io mai mi scorderò di Christian. Una storia d’amore durata dalla prima alla quarta elementare. Poi cambiai scuola e lo incontrai 10 anni dopo. Il tempo non era stato granchè clemente… avrei preferito non riconoscerlo e preservarne il bel ricordo d’infanzia.

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  2. La prima cotta: presa il terzo giorno di prima elementare e non mi ha mollato per tutti i successivi anni delle elementari.
    Siamo diventati compagni di banco, compagni di ricerche, di giochi e video giochi (preostorici.. intellevision) per i successivi 5 anni…

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  3. è stato un amore che ricordo in ogni particolare : avevo 8 anni e lui 14. osai perfino baciarlo su una guancia.lui ovviamente mi considerava una bimba, quella che ero ma il mio sentire era già di donna. si chiamava Giovanni, quando tornò nella sua città piansi per un mese.
    non mai più pianto per un uomo…ciauuuu

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