Punto e a capo

Nessuno può tornare indietro e ricominciare da capo, ma chiunque può andare avanti e decidere il finale.

Karl Barth

 

Punto e a capo.

 

Quante volte l’avete detto?

E quante volte l’ho detto?

Ma soprattutto, quante volte è davvero stato così? Davvero un punto e a capo.

 

I punti e a capo hanno costellato la mia vita e, nonostante abbia sempre avuto un po’ di difficoltà ad accettare il cambiamento, sto imparando a considerarli quasi una piacevole certezza.

 

Per ogni fine c’è sempre un nuovo inizio,

Dopo la pioggia esce sempre il sole,

Anche dopo l’inverno più freddo arriva la primavera…

e tutte quelle frasi lì, insomma.

 

A 5 anni ed a 17 ho cambiato casa e con essa gran parte delle mie abitudini.

A 18 sono andata a vivere da sola ed ho mollato la scuola per il lavoro.

A 22 ho comprato la mia macchina, tutta Mia.

A 23 ho lasciato il mio ex.

Sempre a 23 ho ricomposto la mia vita, raccogliendo tutte le briciole con un cucchiaino.

A 24 ho lasciato il lavoro per iniziare una nuova avventura in un’altra città.

A 26 sono diventata mamma e le emozioni mi hanno travolta come un fiume in piena.

A 28 cosa farò?

Mi fermo? Ma no! Sono di nuovo davanti ad una fine con un nuovo inizio ma, quasi sempre, sorrido e lo affronto a testa altissima.

 

Punto e a capo.

Come i miei tasti che compongono parole e frasi, arrivano sempre al punto.

Dopo un punto c’è sempre qualcosa da costruire.

 

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Lil Miquela

Chi conosce Lil Miquela?

 

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Miquela Sousa, nata nel 1997 in California, è una modella e cantante di origine brasiliana che dal 2016 spopola su Instagram, sul quale ha 620.000 followers.

Possiamo chiamarla blogger, o influencer.

Lil Miquela, questo è il suo nome social, ha anche account su Facebook, Twitter e Tumblr. Attraverso questi strumenti supporta cause importanti come la difesa dei rifugiati, il femminismo, i diritti dei transgender ed il controllo della vendita illegale delle armi.

Su Instagram pubblica numerosi selfie al giorno indossando abiti firmati, tra cui Chanel, Supreme e Vans, e partecipa ad eventi organizzati in gallerie d’arte o nei club di Los Angeles.

 

 

Ad agosto 2017, inoltre, Miquela, ha inciso il suo primo singolo Not Mine che è possibile trovare su Spotify.

 

Niente di nuovo, no? Ormai siamo abituati alle nuove it-girl, prima tra tutte la Ferragnona Italiana.

 

I suoi post ricevono migliaia di like, MA ritraggono una modella creata a computer.

Lil Miquela non esiste.

 

Nel 2018, dove i contatti sono sempre più social e digital e sempre meno physical ed emotional, questo account è la prova che evidenzia il confine sempre più sottile tra realtà e finzione?

O un esperimento per promuovere la moda usando un metodo alternativo?

 

Il vaffanculo catartico.

[…]quell’acqua portava via il contagio; che, dopo quella, il lazzeretto, se non era per restituire ai viventi tutti i viventi che conteneva, almeno non n’avrebbe più ingoiati altri; che, tra una settimana, si vedrebbero riaperti usci e botteghe, non si parlerebbe quasi più che di quarantina; e della peste non rimarrebbe se non qualche resticciolo qua e là; quello strascico che un tal flagello lasciava sempre dietro a sé per qualche tempo. []

Non era mai spiovuto; ma, a un certo tempo, da diluvio era diventata pioggia, e poi un’acquerugiola fine fine, cheta cheta, ugual uguale: i nuvoli alti e radi stendevano un velo non interrotto, ma leggiero e diafano; e il lume del crepuscolo fece vedere a Renzo il paese d’intorno. C’era dentro il suo; e quel che sentì, a quella vista, non si saprebbe spiegare.

Se per Manzoni era la pioggia quella catartica, oggi per me è il vaffanculo.

Vaffanculo alle persone false.

A chi maltratta gli animali.

All’Italia che non è “una Repubblica fondata sul lavoro”.

All’automobilista che, dopo avermi tagliato la strada ignorando lo stop, mi ha alzato il dito.

A chi promette e non mantiene.

E vaffanculo a me, che mi lascio impietosire troppo spesso.

Il mio è un invito catartico, non è arrabbiato. È solo e semplicemente una voglia di pulizia, un colpo di scopa per raccogliere questa sporcizia nella mia vita.

Buon pomeriggio.

Conosciamoci meglio

Apro wordpress ed ho una bella sorpresa ad attendermi: Il nascondiglio della strega mi ha taggato e per la prima volta rispondo anche io alle 10 domande!

Approfitto di questo spazio per ringraziarla e complimentarmi ancora con lei per il suo blog.

Le regole:

1. Seguire il blog che ti ha nominato
2. Rispondere alle sue 10 domande
3. Nominare a tua volta altri 10 blogger
4. Formulare altre nuove 10 domande per i tuoi blogger nominati. Le domande possono essere su VITA PRIVATA, VIAGGI, CINEMA, ESTETICA, MUSICA, SERIE TV, LIBRI e CIBO
5. Informare i tuoi blogger della nomination
6. Taggare il blog che ti ha nominato nelle risposte

Le domande di whitewitch84 :

  1. Il tuo film preferito: non guardo molta tv, ma forse Adaline.
  2. bevanda preferita: fanta.
  3. Hai mai spezzato il cuore a qualcuno? Si.
  4. Ti manca qualcuno ora? Mi mancano mia mamma e mio fratello.
  5. sole o pioggia? Pioggia.
  6. Hai qualche vizio? Le borse firmate.
  7. Canzone preferita Thunderstruck.
  8. Hai tatuaggi o piercing? Ho il mio segno zodiacale tatuato a lato della pancia, l’ho fatto da sola a 15 anni dopo aver visto “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”.
  9. Hai animali domestici? Ho due beagle e una cavia peruviana.
  10. Suoni uno strumento? No.

Le mie domande sono:

1. Qual è il tuo profumo preferito (inteso come odore)?

2. Qual’è l’animale che ti piace di più?

3. Tacere per quieto vivere o difendersi sempre e comunque?

4. Qual’è la situazione più assurda in cui ti sei trovata/o?

5. Qual’è la prima cosa che noti in una persona?

6. Qual’è la prima cosa che hai cucinato?

7. Hai fratelli o sorelle?

8. Per te, vince il cuore o la ragione?

9. Dove vorresti vivere?

10. Qual’è il tuo protagonista di libri o film preferito?

I blogger che nomino sono:

  • Presiede
  • Paroledipolvereblog
  • Petra
  • Missiswhite
  • Massimiliano
  • Quasiquarantanni
  • Denken00
  • Stefano
  • Evaporato
  • NientedispeciAle

E chiunque abbia voglia di rispondere!

Maratona

Sono qui.

Seduta dal lato passeggero della macchina nuova.

Mi tolgo le scarpe.

Il viaggio sarà lungo.

Il viaggio dentro di me forse un po’ di più.

Ma la strada da percorrere è abbastanza chiara, finalmente.

È come dopo una maratona, credo, io preferisco il divano.

Decidi di tentare.

Ti alleni ogni giorno.

Corri.

Corri.

Corri.

Arriva il momento.

L’agitazione.

Via!

Corri.

Corri.

Corri.

Arrivi al traguardo e riprendi fiato.

Se hai giocato bene le tue carte esulti sul gradino più alto del podio, altrimenti guardi in su con un po’ di amarezza.

Ma dopo, dopo resti lì senza sapere bene cosa fare.

Quando la testa può smettere di pensare resti sempre un po’ così, cullato tra la soddisfazione e quel senso di vuoto.

L’ultima canzone della sera

A volte il silenzio racconta tutto quello che mille parole non riescono a spiegare.

Sabrina Ducci

L’ultima canzone della sera è quella che ascolti prima di andare a dormire. Come quando andavi in discoteca e, prima della chiusura, mettevano quei pezzi ormai vecchiotti per far uscire tutti.

A casa mia, adesso, suonano le note silenziose della serenità.

Ci siamo io e mio marito sul divano, guardiamo qualche serie in tv o leggiamo, o uno legge e l’altro guarda la tv. Toddler dorme già da qualche ora.

C’è la coperta, quella con il pelo da un lato ed il pile dall’altra talmente vissuta da essere quasi infeltrita.

C’è il cartoncino vuoto del succo di frutta o la tazza della tisana.

Ci sono gli occhi stanchi ed arrossati dell’informatico e quelli perennemente addobbati con le occhiaie della mamma casalinga.

Ci sono le ciabatte sul tappeto.

Di solito non parliamo molto, la sera. C’è solo il silenzio che sussurra la tranquillità.

Quel silenzio che è un po’ come respirare una boccata d’aria dopo aver nuotato in apnea, un po’ come tirare il fiato soddisfatti dopo aver passato una bella giornata.

Su quell’ultima canzone della sera ti senti leggera.

Passiamo tutto il giorno a fare, disfare, fantasticare, immaginare. E siamo talmente concentrati su quello che tutto il resto ci sfugge di mano fino a quando non ascoltiamo il silenzio.

Ah, l’amour!

L’amore non ha niente a che vedere con il cuore, un organo ripugnante, una specie di pompa fradicia di sangue.

L’amore stringe prima di tutto i polmoni.

Non bisognerebbe dire “ho il cuore a pezzi”, ma “ho i polmoni soffocati”.

Il polmone è l’organo più romantico: tutti gli amanti si prendono la tubercolosi […]

 

Ma cos’è l’amore?

 

Tutti laureati in scienze del nulla a dare consigli che riparano il cuore. In questa settimana, poi, è un tripudio di cuoricini e scatole di cioccolatini, a cuoricino.

 

Come le rubriche sui vari giornali, esistono ancora? Sono anni che non entro in un’edicola, mi sono arresa al digitale.

“Cara esperta, il mio fidanzato mi ha lasciato. Ho il cuore a pezzi.”

 

Per me l’amore è quando mio nonno porta la colazione a letto a mia nonna, ben sapendo che lei non riuscirà a trattenere le lamentele per le briciole.

L’amore è quando mio marito mi regala la levigatrice, che sa che apprezzo più di un mazzo di fiori.

L’amore è il cane che ti corre incontro appena arrivi.

L’amore è cedere l’ultima patatina fritta.